Voglio andare subito al sodo e chiarire:
1) Perchè apro questo Blog? Semplice, perchè mi sento solo; perchè voglio allargare la cerchia dei miei amici a chi condivide le mie stesse passioni, almeno in materia di spettacolo, prosa, letteratura. Manzoni dava per scontato di essere letto da 25 lettori, a me bastano i 2/5 dei lettori di Manzoni (10);
2) Perchè non mi dedico a tematiche "impegnate"? Perché non parlare di "cambiamenti climatici"... di tante cose. Beh, ci ho provato a fare l'impegnato sul web quando ero più giovane, qualche volta è andata bene, più spesso è andata male. E' andata male principalmente per colpa mia: come anche un decano del web Beppe Grillo disse in passato, il web è una giungla tremenda, che seleziona in modo inesorabile "chi ci sa stare" da chi (come me) si improvvisa (si è improvvisato) "alla garibaldina". Dico questo senza invidia, ma con perfetta consapevolezza del mio limite;
3) Perchè le tematiche di questo Blog (spettacolo, prosa, letteratura): Fatta la tara a tante illusioni e a tanti progetti falliti, restava un'unica certezza: sapevo scrivere (almeno decentemente). Fedele all'insegnamento di far fruttare anche i minimi "talenti" (passatemi il termine, senza presunzione), mi sono posto l’obiettivo di seguire due grandi maestri della critica letteraria, teatrale e anche di costume:
-Ennio Flaiano: Il titolo originale del Blog (ancora visibile forse nell'indirizzo del link) era "Lo Spettatore insonne", un chiaro richiamo allo "Spettatore addormentato", un noto libro nel quale sono raccolte le recensioni teatrali che hanno reso Flaiano celebre. Flaiano però era forse più interessante per gli aspetti apparentemente “laterali” dei suoi testi: le sue recensioni, infatti, erano spesso l’occasione per pitture rapide e graffianti di costume, che lo stile aforistico, l'umorismo tagliente, ma asciutto di Flaiano sapeva rendere memorabili. Ma (dico subito) io non ho questo dono della sintesi e dell'aforisma di Flaiano (vero dono di grazia). Io tendo al discorso più esteso;
-Claudio Magris: Ecco l'altro mio Maestro. Maestro anch'esso irraggiungibile sia chiaro (non avrò mai la sconfinata cultura internazionale del grande critico triestino), ma che ho eletto se non altro come modello di "scrittura estesa", come modello di approfondimento tematico di temi culturali. In questo Blog, sarò "lungo" per scelta;
4) Perchè in questo Blog opto per una scrittura "lunga"? Lo so, sul web, si predilige la scrittura tendenzialmente "corta". Devo anche dire bene del web perchè, quando ero più assiduo di oggi, mi ha effettivamente insegnato la "sintesi". Fin dalle medie, il mio problema era la prolissità; anche nel parlare. Quando ho iniziato a scrivere sul web, invece, ho avuto occasione di approfondire le tecniche di scrittura efficaci (anche in diversi corsi a pagamento, oltrechè in utili letture) e ho fatto notevoli progressi di sintesi (che pure qualche amico da tempo inizia a riconoscermi!). Poi, la sintesi mi è andata stretta; o meglio "la coazione alla sintesi" tipica del web: poche righe di Twitter o di FB possono essere leggibili, fruibili, ma non è detto siano efficaci: pensiamo ai tanti slogan coniati dei politici, spesso molto efficaci, ma quanta "spazzatura" veicolano ... Oggi ho finalmente capito che la "sintesi" non è un fine in sè: il vero fine della Scrittura è l'efficacia, correlata all'importanza (e anche complessità) dei temi che affronti e al tipo di pubblico con cui ti proponi di condividere quei contenuti. Ad esempio, se intendi fare approfondimento puoi permetterti di scrivere qualche riga in più delle righe concesse sul web (tipicamente, su Twitter, salvo errore): l'importante è essere fluidi e in grado di organizzare i contenuti. Mi impegno, quindi, a bilanciare "lunghezza" con "ricchezza" dei miei contenuti. In questo, dicevo, ho eletto Magris a mio modello;
5) Perchè il titolo? On the road ha una radice hippie (pensiamo all'omonimo romanzo di Kerouac) che richiama subito l'avventura, non le abitudini "pantofolaie" di un "leone da tastiera" (sedicente dotto) come il Sottoscritto. Inoltre, potrebbe essere fuorviante (lo riconosco) per chi approccia il Blog per la prima volta, il quale potrebbe credere di trovarsi davanti ad un "Travel Blog", ad un "Blog di viaggi" e non di critica letteraria e simili. Non ci crederete, ma nello scegliere questo titolo mi sono ispirato a Flaiano. Avevo inizialmente trovato un titolo dove il richiamo aL celebre scrittore pescarese era più scoperto (Lo Spettatore insonne). Poi ho scelto On the road (Sulla strada), comunque un titolo molto suggestivo che di Flaiano richiama comunque un tratto costante, la flanerie: anche se Flaiano non girava in auto, nè in moto come molti hippie sessantottini (vedi anche Taxi Driver), la sua opera è profondamente radicata "sulla strada". I suoi racconti, le sue corrispondenze (dove con acume documenta prima la guerra di Etiopia in Tempo d'uccidere, poi la società opulenta come Una e una notte e Melampus, per non parlare delle sue corrispondenze giornalistiche o teatrali-cinematografiche) sono quasi tutti sostanzialmente "racconti di viaggio", perchè sono una "scoperta". Questo è indubbiamente lo spirito che intendo infondere in questo (ben più modesto) Blog, sperando che vi piaccia. E aggiungo: queste note non saranno comunque saggi "chiusi", ma appunti di viaggio: sempre rivedibili, incrementabili, riscrivibili...
Buon viaggio a tutti/e.